Dannate Amanti - file di lettura qui sotto!
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Ciao, non credevo che sarebbe davvero arrivato il giorno, e invece eccoci qui!
Molte persone si chiederanno da dove sia mai nata l’idea di una fanfiction erotica fra Lucia Mondella e la Monaca di Monza, e se io sia seria. Devo ammettere che nemmeno io so rispondere davvero a queste due domande.
Chiunque mi conosca bene, sa della mia immensa passione per “I promessi sposi”, nata per caso grazie a degli edit Pokémon con “I promessi sposi in 10 minuti” come sottofondo. Sembra una barzelletta, ma la scintilla è stata quella, che poi è diventata una fiammella con io che chiedevo ai miei genitori di raccontarmi la storia manco fosse una favola, e poi si è tramutata in un falò con le mie varie letture dell’opera nel corso del tempo.
In particolare, ho sempre apprezzato la figura della Monaca, forse perché femminista, forse perché l’unica coerente con i suoi sentimenti, forse perché mi sentivo un po’ lei a dirla tutta. E chi sono io? Potrei dire tante cose, ma sicuramente in mezzo a quei nomi e aggettivi troverete “bisessuale”, e vien da sè che, per proprietà transitiva, se io sono la Monaca e io sono bisessuale, anche Gertrude sarà bisessuale, cosa che secondo me è calzante anche nella versione manzoniana: odia gli uomini perché si rende conto di cosa sia il patriarcato, ma non riesce a smettere di amarli e cercare la loro approvazione. Chi, dunque, potrebbe mai negarle un po’ di felicità altrove, fra quelle sorelle del convento che capiscono appieno i suoi traumi e tribolazioni?
E poi c’è Lucia, che mi è parsa sempre molto passiva (e a tratti antipatica) in tutto ciò che succede, che fa quello che le viene ordinato per amore, ma è disposta a sacrificare tutto con un patto alla Madonna se ciò volesse dire poter vivere in pace. Ed ecco che in me si insinua il pensiero che forse Lucia non volesse davvero sposare Renzo alla fine del libro, ma che lo abbia fatto un po’ per senso di colpa, un po’ per daddy issues, e un po’ perché altrimenti tutto questo viaggio disastroso sarebbe stato inutile.
Fondere queste due trame mi è parso quasi naturale a un certo punto del mio percorso, e ho iniziato a immaginare queste due donne come più che semplici confidenti. Nella mia testa, camminavano sottobraccio per il convento, sussurrandosi parole dolci, una bolla di felicità creata per scappare da un presente traumatico e un futuro incerto. Ecco com’è nata forse l’idea di “Dannate Amanti”: la voglia di dare a queste due donne una parentesi di calma e amore, in mezzo a una vita di sacrifici. Che poi sia stata una buona idea la mia…ax posterx l’ardua sentenza.
Qui di seguito, vi lascio i file per poter leggere la novella.
Spero vi piaccia, per quanto sia nato come progetto per dimostrare a me stessa di poter scrivere qualcosa, senza alcuna pretesa e anzi sguazzando un po’ nel cringe con la scusa del guilty pleasure personale ahahah se vi fa piacere, potete lasciare una recensione (o anche solo aggiungere ai vostri scaffali) su Storygraph.
Buona lettura 💜

Eccomi! Mi è venuta la curiosità e quindi… ci ho messo un po’! Roberta, l’idea è folle nel senso migliore del termine! Quello che hai scritto apre uno spazio molto interessante su desiderio, colpa, potere e libertà femminile dentro un immaginario che pensavamo già fissato per sempre. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui Gertrude non viene addolcita, perché resta contraddittoria, ferita, manipolatoria, e proprio per questo tragica. Una riscrittura coraggiosa💜 Brava sis🫂
Appena finito è davvero bello